Il cambio (mancato) del logo di GAP: errore colossale o operazione di social media marketing?

La domanda sorge spontanea, dal momento che se ne è parlato tanto, soprattutto negli USA: perché la GAP, nota produttore e rivenditore di abbigliamento al dettaglio, ha improvvisamente cambiato il suo logo (e poi è tornata sui suoi passi)? Sorge il dubbio che lo abbia fatto per far parlare semplicemente di se: sarà così?

La cronologia degli avvenimenti parla chiaro: il nuovo logo di Gap apparso il 4 ottobre 2010: GAP decide di cambiare il suo logo direttamente sul proprio sito web il 4 ottobre 2010. Non c’è nessuna comunicazione del perché e del per come, né sul sito né sulla pagina facebook che raccoglie una comunità consistente di più di 1 milione di fans. Lo stesso giorno il blog “Down with Design” pubblica vecchio e nuovo logo a confronto e critica la scelta. A seguito di ciò 6 ottobre 2010 Gap chiede ai propri fan di esprimere la loro opinione sulla pagina facebook e anche di proporre delle nuove soluzioni, lanciando un “crowsdsourcing project” invitando a presentare nuove proposte di loghi.
Risultato? La comunità si appropria della bacheca di Facebook:

  • più di 1100 commenti negativi, che definiscono il logo povero, fatto con Paint, lontano dall’immagine di Gap costruita in più di vent’anni
  • GAP non interviene nella discussione: modera i commenti, eliminando quelli offensivi (qualcuno quindi legge..) ma non interviene replicando a sostegno delle proprie ragioni
  • 99design raccoglie 4644 proposte per il contest
  • blog.iso.50 pubblica 301 alternative
  • in pratica, la comunità su Facebook disapprova qualsiasi cambio, grafici e designer formulano proposte su altri siti (non su GAP).

 

La pagina Facebook rimane sempre senza comunicazioni ufficiali di GAP, che però interviene con Marha Hansen presidente di GAP North America, su The Huffington Post il 7 ottobre 2010 e spiega le ragioni del cambio di marchio e la policy di GAP.

Il giorno 11 ottobre GAP pubblica un comunicato stampa ufficiale e dichiara di mantenere il vecchio logo, oltre a riconoscere di aver perso una opportunità di avere un rapporto corretto con la propria comunità.

Non resta che valutare i pro e i contro dell’operazione:

Negativo

  • Cambiare il logo immediatamente e repentinamente. Queste operazioni si fanno in lungo tempo, con molta attenzione e probabilmente è necessaria una strategia di attenzione.
  • Annunciare un progetto di crowdsourcing senza definirlo. Non un’idea, non un brief, non un documento, non una proposta, non una piattaforma dedicata.
  • Non interagire con i propri fan. Lanciare un progetto di crowdsourcing su Facebook e lasciare 1100 commenti senza risposta è promettere qualcosa senza poterlo mantenere.

Positivo

  • Per una settimana si è parlato tantissimo del marchio Gap – a ridosso della più importante stagione di vendite dell’anno. Blogger, siti di design, Facebook, Twitter, ecc. Pubblicità e buzz a basso costo solamente ?

 

Errore colossale o operazione di social media marketing (ben riuscita)? A ciascuno l’ardua sentenza!

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