La Silicon Valley punta sul giornalismo: si moltiplicano le startup di news

A leggere le ultime notizie e i rumors sulle nuove tendenze che arrivano dalla Silicon Valley, sembrerebbe che per una volta il mondo dell’informazione e dell’imprenditoria italiana si muova, se non proprio in anticipo, come piacerebbe pensare a noi di Citynews, quantomeno di pari passo con quello statunitense.

Dalla capitale mondiale dell’hi-tech e del digitale, nonché patria della new economy, giungono infatti voci sempre più frequenti sulla nascita di numerose startup di news, basate sul citizen journalism e in generale sulla partecipazione attiva degli utenti, caratteristiche principali del network Citynews fondato nel “lontano” 2010 da Luca Lani e Fernando Diana.

Pensare che gli americani per una volta abbiano deciso di prendere spunto da progetti e idee italiane ci sembrerebbe peccare di superbia o di eccessivo ottimismo, ma il fatto certo è che la Silicon Valley punta con decisione sul giornalismo, tanto che molte di queste recenti nascite hanno avuto genitori eccellenti, come Laurene Powell Jobs, moglie del cofondatore della Apple, Steve Jobs.

La signora Jobs si è mantenuta sempre lontana dai riflettori e ha un ruolo marginale anche nella biografia del leader dell’azienda californiana scritta da Walter Isaacson. Era poco noto anche il suo interesse per il giornalismo, ma Fortune scrive che di recente ha investito in una startup dedicata all’informazione, Ozy Media.

È stato un reporter, Carlos Watson, a varare Ozy Media che ha sede nella Silicon Valley californiana che richiama i giganti hi-tech ed è un epicentro di social network digitali e comunità di blogger. Ozy Media nasce quindi in un contesto di startup impegnate a ridisegnare le frontiere delle news e ha sperimentato sul suo territorio la transizione del pubblico online verso i dispositivi mobili come smartphone e tablet.

Ad avere in costruzione un’impresa innovativa sono molti altri giornalisti statunitensi, come Jessica Lessin e Amir Efrati che hanno lasciato il Wall Street Journal. È un fermento diffuso negli Stati Uniti anche tra i giovanissimi. All’interno dell’incubatore del quotidiano Boston Globe ha trovato radici MuckRack: vuole incoraggiare la partecipazione dei cittadini, ad esempio attraverso la facilitazione della compilazione delle richieste dei Freedom of Information Act (Foia) indirizzati alla pubblica amministrazione.



Social media e dispositivi mobili restano cantieri aperti. Picfair è tra le ultime startup a progettare di raccogliere fotografie amatoriali dal pubblico e di semplificare la gestione dei diritti connessi: a vararla è stato Benji Lanyado, un giornalista che ha scritto per il Guardian e il New York Times.

Vizibee, invece, è un’app gestita da ex reporter della Bbc che raccoglie videotestimonianze dei cittadini. Negli ultimi anni imprese innovative come ScribbleLive, Storify e Storyful sono state in grado di trovare un palcoscenico globale grazie alla diffusione dei social media. E tutte sono state lanciate da giornalisti.

Fonte: Luca Dello Iacovo su Nova24 Tech (www.ilsole24ore.it) – 26/07/2013 

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