Financial Times, il direttore Lionel Barber scrive ai suoi giornalisti: “Il web al centro. O si cambia o addio”

È una lettera destinata a diventare storia quella che Lionel Barber, il direttore del Financial Times, ha scritto ai suoi giornalisti e pubblicato sul sito della testata. Mai prima d’ora un direttore di un quotidiano così antico e autorevole aveva detto a chiare lettere che “il processo produttivo del giornale mutuato dagli anni ’70 è morto”. Il messaggio ai giornalisti è esplicito: o si cambia e ci si adegua, oppure via, non c’è più posto per tradizionalisti e nostalgici. “Ci saranno nuovi cambiamenti nel modo di lavorare”, annuncia il direttore: “un ulteriore spostamento di risorse a favore del sito internet e un significativo rimodellamento del giornale”.

Senza girarci tanto intorno, Barber mette nero su bianco la formula della rivoluzione copernicana che negli ultimi anni ha ridisegnato l’universo dell’informazione: “in futuro il giornale cartaceo deriverà dal web e non viceversa”. Il cambio di prospettiva è totale: più risorse all’online, un piccolo team al cartaceo.



Sono i numeri a indicare la via maestra, per il Financial Times come per tutti gli altri. “Oggi – argomenta Barber – abbiamo oltre 100 mila abbonamenti digitali in più del totale delle copie vendute”.

Per i giornalisti, si tratta di fare delle “scelte consapevoli riguardo alla loro carriera (e al loro futuro): al FT (se si adegueranno) o dove troveranno altre opportunità”. Cambiare, insomma, non è più un optional.

Nuovi occhi per raccontare una realtà nuova, chiede il direttore del FT. Ma anche disponibilità a rivedere i ritmi di lavoro, mettendo in soffitta le vecchie “chiusure” in redazione e spostando più risorse dalla tarda sera al pomeriggio, e dal pomeriggio alla mattina. Capacità di inventare un processo produttivo che somigli a un palinsesto, ma anche al flusso di un’agenzia di stampa.

Allo stesso tempo, curare la “pre-pianificazione” per non farsi travolgere dagli eventi, e “decidere con cognizione di causa come trattare le news per la stampa e per l’online”. Il quotidiano – assicura Barber – rimarrà fedele al suo obiettivo tradizionale: “fare buon giornalismo investigativo”. Nel nuovo equilibrio, però, “i giornalisti si disancoreranno dalle notizie hard” per offrire “più contenuti a valore aggiunto”. L’online si concentrerà “sull’aggregazione intelligente di contenuti dai nostri giornalisti e di terzi”, e tutti giornalisti dovranno dimostrare di saper “conversare con i lettori”.

Questa vera e propria lezione di giornalismo e insieme di realismo impartita da un vero e proprio guru dell’editoria mondiale, riempie di orgoglio e di fiducia chi in tutto il mondo ha creduto e sposato questi principi editoriali ed organizzativi già da alcuni anni. Il network Citynews e le sue 37 redazioni locali in tutta Italia lo fanno già da tre anni e continuano ogni giorno a seguire questa via, convinti, come Barber, che il web debba essere al centro dell’informazione e che la figura del giornalista tradizionale non è più in grado di rispondere alle moderne esigenze della produzione e del confezionamento delle notizie.

Leggi la versione integrale della lettera di Lionel Barber pubblicata sul Financial Times 

Fonte: L’Huffington Post  – Giulia Belardelli – 10/10/2013

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